‘800

Le origini in Italia
Il tiro a segno in Italia nasce nel 1861 con la “Società per il Tiro a Segno Nazionale”, creata per addestrare i giovani delle nuove regioni del Regno d’Italia all’uso delle armi da fuoco, sotto la guida di Giuseppe Garibaldi.
Per la nostra zona, i documenti della Biblioteca “Angelo Maj” attestano la nascita della Sezione di Bergamo nel 1862, poi ricostruita nel 1961 ad Alzano Lombardo dopo la seconda guerra mondiale.
‘900

L’Unione Italiana di Tiro a Segno
Nel tempo l’organizzazione cambia più volte nome e struttura, diventando “Unione Italiana di Tiro a Segno” nel 1910 ed entrando a far parte del CONI nel 1919.
Le varie leggi succedutesi tra il 1936 e gli anni ’80 definiscono i compiti del Tiro a Segno Nazionale, dall’addestramento premilitare alla formazione di chi richiede il porto d’armi, separando sempre più l’attività sportiva da quella istituzionale. Con lo statuto del 1981 e le successive modifiche, l’UITS assume l’assetto attuale, riconosciuta come ente pubblico sotto la vigilanza del Ministero della Difesa e come federazione sportiva nazionale del CONI.
Nel 1961 la sezione di Bergamo viene ricostruita ad Alzano Lombardo dopo la seconda guerra mondiale.
dal 1896 ad Oggi

Il tiro a segno alle Olimpiadi
Il tiro a segno è presente nel programma olimpico fin dalla prima edizione dei Giochi moderni del 1896 ad Atene, con esclusione delle sole edizioni di St. Louis 1904 e Amsterdam 1928. L’Italia vanta una tradizione importante, con medaglie in diverse specialità di pistola e carabina, tra cui gli ori di Roberto Di Donna e di Niccolò Campriani, e gli argenti di Edith Gufler e Valentina Turisini.
Nella nostra sezione è possibile praticare le principali discipline olimpiche: pistola e carabina ad aria a 10 metri, pistola libera e automatica, carabina a tre posizioni e a terra, con diverse tipologie di armi sportive in calibro 4,5 mm e .22 LR.
Oggi

Il ritorno della storia con l’avancarica
Accanto alle specialità moderne, trova spazio anche l’avancarica, praticata con repliche di pistole e fucili storici che ricordano eserciti napoleonici, cacciatori del West e duelli ottocenteschi. Si usano armi a miccia, pietra focaia o capsula detonante, con un caricamento lento e rituale che richiede cura, pazienza e rispetto assoluto delle norme di sicurezza.
L’attrezzatura è ricca di dettagli – pezzuole, bacchette, dosatori di polvere – e lo sparo è accompagnato da fragore e nuvole di fumo che restituiscono atmosfere d’altri tempi.

